Profil de TerribleTERRIBLE's WeB SpAce.PhotosBlogListesPlus Outils Aide

Blog


12 septembre

Aria di derby...

Mi mette in imbarazzo questo gioco del destino. Sono vaghe le risposte verso coloro che mi chiedono “Marchè addè chi tifi?”

Dai, la risposta la so e la sanno tutti. Ma non posso negare che questa partita mi ha messo un po’ di confusione nella mente.

Di derby ne ho visti tanti. Ascoli, Ancona, Samba, Vis Pesaro ma l’aria che tirava allora era diversa.

Già una settimana prima della partita si andava allo stadio a preparare la coreografia; questo ti dava il vantaggio di sapere in anteprima come si sarebbe presentata la curva, ed era sempre bellissima. Potevi già sentire col pensiero vibrare la curva gremita sotto i tuoi piedi e vedere le facce sbalordite ed incazzate dei tuoi avversari, venuti in trasferta coi loro stendardi sciatti e bruciati dalle paglie.

Poi la domenica ti svegliavi e prima ancora di pisciare pensavi “CAZZO! IL DERBY!?!”.

Pranzo rigorosamente da Zio Placido così potevo andare allo stadio due ore prima del fischio d’inizio. Fuori dalla curva la situazione era surreale. Tra chi comprava i biglietti e chi beveva un amaro, per buttar giù i vincisgrassi della domenica, ogni tanto passava una faccia ignota; quello poteva essere il principio di un simpatico siparietto: i più grandi del gruppo (coloro che a quel tempo avevano la mia età di oggi) si avvicinavano, e garbatamente chiedevano “Scusi, mi sa dire l’ora?”. Se dalla risposta non filtrava uno spiccato dialetto fermano, volava un ceffone, di quelli a mano aperta, come per dire “Sei passato dal lato sbagliato dello stadio e oggi non è né il posto né il giorno giusto, per fare il Braveheart della situazione”.

La partita iniziava e la sfida tra gli spalti era agguerrita e portava con sé un adrenalinica tensione che era difficile non smaltire anche fuori dallo stadio…

SUBBUTEO 

Questi ricordi mi hanno messo davanti a delle domande: potrei oggi rivedere quelle scene con i miei vicini di casa come antagonisti? Dove finisce il campanilismo ed inizia la violenza?

Le risposte a queste domande vengono poi influenzate da una situazione strana che si è creata quando la domenica ha smesso di essere, almeno per me, la giornata della partita: ci si è messo il fallimento, i vari daspo, l’interregionale, i nuovi gruppi e gli scioperi del tifo. Quelli con cui vedevo le partite non mi salutano più, mentre quelli con cui venivo a parole (a volte anche alle mani) mi stringono la mano e mi pagano da bere, in nome della mentalità e dei vecchi tempi. Il mio gruppo ha scelto che è meglio non seguire la squadra, che seguirla per pietà, ed io, anche se a centinaia di km, ho appoggiato la loro decisione.

Allora l’ aria che tira per questo derby, che mi è venuta a cercare sin quassù, è un vento di nostalgia verso i vecchi tempi, di stima e attaccamento verso il mio gruppo ultras e di simpatia e competizione verso tutti i miei amici sangiorgesi perché uno scontro con loro non sarebbe mai andato oltre lo sfottò. Sono un ultrà, non un delinquente.

 

Dunque vinca il migliore, in campo, sugli spalti, fuori dallo stadio, sempre. Perché questo è lo spirito, questa è la MENTALITà ULTRAS.

0708fm-com1

11 novembre

Sunday bloody sunday: VERITà Vs. TV E tu da che parte stai?

 
Domenica 11 Novembre 2006, autogrill nei pressi di Arezzo, due gruppi di macchine di tifosi si scontrano ed interviene una volante della stradale che per sedare il tafferuglio; lo fa sparando un colpo che toglie la vita ad un ultrà laziale.
Parte la manovia televisiva che, come un gufo, non aspettava altro che una disgrazia per riempire il loro patetici e biasimevoli talk show domenicali.
Dopo mezzora dal fatto si è già giunti alla conclusione: è stato un incidente. Questione chiusa.
Soprendente, visto che in Italia processi ed indagini durano decenni, la velocità con cui si è interpretata la dinamica del fatto.
Curioso che i poliziotti si siano affrettati a reperire le immagini delle telecamere a circuito chiuso.
Tristissimo il modo in cui le tv commentano il fatto: salgono in cattedra luminari quali Cecchi Paone, Giletti, Ventura, Marzocchi e tutto il resto della feccia televisiva del Sunday Afternoon; si riempiono la bocca di paroloni quali metodo inglese e delinquenza organizzata, senza preoccuparsi minimamente di approfondire la dinamica dei fatti come il giornalismo insegna.
 
Mi arriva una telefonata che mi avvisa del fatto e mi dice che anche in altri stadi d' Italia stanno alzandosi le proteste contro i poliziotti, quindi di tenermi lontano dal Dall' Ara.
Davanti alla TV mi sorbisco passivamente le loro cazzate, tra le quali:
  • questi sono delinquenti che di domenica fanno gli scontri, di notte stuprano le donne, di giorno fanno le rapine.
  • di domenica bisogna tenersi a distanza dagli Autogrill perchè è pericolosissimo anche mangiare un Fattoria.
  • le partite vanno viste solo in TV (perla uscita dalle labbra di Cecchi Paone, erudito naufrago dell' Isola dei Famosi).
  • Non c'è la cultura della legalità, dice il pluripregiudicato Lo Tito.

Non viene messa in dubbio neanche per un momento la labirintica versione dei Poliziotti, tutti danno addosso ai tifosi e nessuno esprime cordoglio per la morte di un ragazzo, al contrario di ciò che successe per la morte di Raciti a Catania; la tristezza che porta la morte di un tifoso non è equiparabile a quella che può portare la morte di un poliziotto, si fanno figli e figliastri, la TV dei sentimenti mette alla gogna gli ultras senza esprimere condoglianze per l'accaduto.

Schifato spengo la televisione, mando un paio di messaggi ad un mio amico, un ultras, uno che crede in quello che fa, che mette la sua squadra prima di tutto, che non è un delinquente nè un bastardo come dicono a Domenica IN, che spende tempo soldi ed energie per la sua passione. Lui è un ultras, come me, e in un giorno in cui tutti ci danno addosso anche lui, come me, alzerà la voce in nome della verità e per questo si farà nuovi nemici, ma ormai lui, come me, a questo ci ha fatto il callo.